
9) Giustino. Filosofia e Sopha.
Secondo Giustino, Cristo  la Sopha, a cui la filosofia ha sempre
teso. I grandi filosofi (ad esempio Socrate) sono stati
perseguitati per la loro ricerca della sapienza, come ora lo sono
i martiri cristiani per la loro fede in Cristo

Apologia Seconda, 10 (vedi manuale pagine 219-220).

1   I nostri insegnamenti svelano la loro superiorit su ogni
sapienza umana, poich a noi  apparso, in Cristo, il Verbo, in
tutta la sua interezza: corpo, ragione, anima.
2   Infatti tutto quello che di buono rivelarono o trovarono in
ogni tempo filosofi e legislatori, lo poterono raggiungere perch
in parte poterono contemplare o raggiungere il Verbo. Ma poich
naturalmente non conobbero Cristo che  il Verbo nella sua
completezza, si trovarono in frequenti contraddizioni con se
stessi.
3   E coloro che vissero prima di Cristo, avendo cercato con le
sole possibilit umane di confutare gli errori e di investigare i
misteri, furono tutti tratti in giudizio come empi e sobillatori.
Socrate, che fece i tentativi pi vigorosi, fu accusato cos come
siamo stati accusati noi; lo accusarono infatti d'introdurre nuove
divinit, di non venerare, quali di, quelli che considerava tali
la citt.
4   Ed egli invece diceva agli uomini di non prestar fede ai
cattivi demoni, operatori di quanto esaltavano i poeti e di
bandire altres dalla citt Omero e gli altri poeti, esortando gli
uomini a conquistare con il pensiero la cognizione di Dio che essi
non conoscevano, con le seguenti parole: Non  facile trovare il
padre e demiurgo dell'Universo, e anche se si trova non si pu
comunicare ad altri senza incorrere in pericoli. Questo oper
Cristo con il suo potere. Infatti nessuno prest tale fede a
Socrate fino a morire per la sua dottrina; in Cristo ebbero fede
non solo filosofi e letterati (poich egli era ed  Verbo ch' in
ciascuno, e per mezzo dei profeti predisse il futuro, e ci diede i
suoi insegnamenti direttamente avendo assunto la nostra natura) ma
anche operai, persone incolte, fino ad aver disprezzo per i
pregiudizi, per il timore e per la morte; poich Cristo  potenza
del Padre ineffabile e non gi effetto di ragione umana

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume
terzo, pagina 120).

